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La storia della biancheria intima e della lingerie.

Un po' di storia

L'intimo ha origini antichissime, la lingerie si presume veniva usata fin dai tempi degli antichi Egizi, dove troviamo le prime testimonianze, da quando, la nobiltà femminile iniziò ad indossare le tuniche a diretto contatto con la pelle sotto gli abiti veri e propri. Queste tuniche, sono diventate in seguito camicie le quali verranno poi indossate anche dalle donne Greche, si trattava di abiti di lino lunghi fino ai piedi.

Intimo
Anche i Romani come testimoniano le costruzioni adibite a terme e palestre giunte fino a noi, tenevano in grande considerazione la cura del proprio corpo. L'intimo maschile era costituito dalla subucula o tunica interiore, sotto la quale, a volte, si indossava il supparum a protezione delle gambe e il sublicarum (anche per le donne), un pezzo di lino, passato tra le cosce e allacciato intorno alla vita, soprattutto utilizzato da ballerine e atleti di ogni genere, mentre senatori e matrone non indossavano nulla sotto la famigerata tunica.
Si narra, che Giulio Cesare, cadendo sotto le coltellate nemiche, abbia stretto a sé la toga in un ultimo gesto di pudore.
A quell'epoca gli uomini non apprezzavano la vista del seno femminile, troppo grande o peggio ancora, floscio e cadente (ricordava a loro i costumi delle barbare), quindi le signore si ingegnavano una serie di accorgimenti atti a quel determinato scopo.
il mamillare: una fascia in cuoio, che serviva per appiattire e contenerne la crescita.
Lo strophium: come gli odierni reggiseni, sosteneva senza schiacciare, invece se di seno ve ne era veramente troppo, si ricorreva al cestus, un corpetto di cuoio morbido, o addirittura ad una specie di corsetto, che dall'inguine, arrivava alla base del petto.
Il mito narra che fu la dea Venere a inventarlo consigliandolo a Giunone notoriamente prosperosa, alla quale si deve l'aggettivo giunonica.
Tutti questi accessori suscitavano negli uomini una forte carica erotica, da qui la nascita dei culti feticisti per certi oggetti.
I cosiddetti Barbari (le popolazioni Germaniche) avevano usi e costumi arcaici e molto rudi per quanto riguarda la biancheria intima.
Poche sono le documentazioni giunte fino a noi, in genere non avevano nessun indumento che assomigliasse alle odierne mutandine.
Siccome usavano i pantaloni le giudicavano superflue.
La popolazione dei Goti, indossava a pelle, una tunica bianca, mentre per quella dei Longobardi aveva un indumento a protezione dei genitali e sembra incredibile anche camicie per la notte.
La principale funzione che ebbe l'intimo nella storia, fu quella di coprire, ridurre le dimensioni o nascondere le forme del corpo. Questo durò fino all'epoca del rinascimento.
La biancheria intima, nel senso di come noi la concepiamo, non era usata nel medioevo, anche se già le famiglie nobili indossavano capi più fini sotto gli abiti, per separarli dal diretto contatto con la pelle. Sempre nel medioevo con l'inizio della lavorazione della seta si vedono le prime calze esclusivamente ad uso maschile (legging ).

Lingerie


Nel 1500 Caterina de’ Medici introdusse l’uso dei mutandoni, ma il termine mutande, in effetti, è mutato dal latino, significa infatti “ciò che si deve cambiare”.
I mutandoni, cadono in disuso nel XVII secolo, tornando poi nell’Ottocento lunghi fino alle caviglie per ridursi sempre più fino a divenire calzoncini.

Biancheria intima o  lingerie
Dal termine francese lingerie, che deriva da linge significa fatta di lino.
Si definiscono quell'insieme di elementi  indossati sotto i vestiti.
Con il termine biancheria intima (o intimo) si indicano tanto capi femminili quanto capi maschili, mentre il termine lingerie di solito viene riservato ai capi prettamente femminili.
Durante il rinascimento la camicia è l' indumento intimo per eccellenza, veniva indossata sia uomini che da donne.
Anche i mutandoni o “brachesse”, lunghe fino a sotto il ginocchio. ( così volute dalle autorità di quell'epoca per una questione di decoro pubblico).
Sempre durante il rinascimento vediamo comparire le prime giarrettiere, semplici laccetti che stringevano le calze sulle gambe.
Soltanto da questo periodo si può iniziare a parlare di vera e propria lingerie, non più indumenti allo scopo di nascondere, ma indumenti intimi utili per risaltare le forme desiderate.
Nella seconda metà del seicento nascono i primi busti o corsetti, in pratica una specie di guaina in pelle che avvolgeva il corpo dalla parte inferiore del seno fino al ventre.
Poco piu tardi, nei primi del settecento divenne una moda gonfiare la parte sottostante del corpo, evidenziando così il lato B.
Venne così inventato il “paniere” (una gabbia di cerchi in vimini ancorata intorno alla vita, o al bustino stesso)  vi è anche lo sviluppo delle sottogonne usate una sopra l'altra con l'intento di rigonfiare ancor più le gonne.

Intimo sexy

Il 1800 è il secolo del bustino, infatti esso diviene indumento intimo per eccellenza. Tra le donne dell'epoca impazza la moda del vitino a vespa da cui proviene il termine guepiere (dal termine guepie "vespa").
Il corsetto veniva indossato sopra le camicie e chiuso nella parte posteriore da nastri o gancetti mentre le stecche di balena servivano a dare una forma più sinuosa alla vita, infatti venivano stretti a tal punto che si ebbero molti casi di distorsione e malfunzionamento della spina dorsale.
L'uso della biancheria intima va di pari passo a quella della liberazione femminile, infatti segna il passaggio da una condizione sociale di costrizione a quella di libertà. I bustini con stecche di balena, stringi-seno, mutandoni e  giarrettiere che letteralmente segavano le gambe, un insieme di nodi bottoni e ganci, erano tutti elementi che evidenziavano la schiavitù, l'impaccio e la difficoltà di movimento, ma con l'inizio del novecento, un secolo rivoluzionario nel campo della lingerie, inizia un secolo di liberazione. E così con l'industrializzazione e con i nuovi materiali compaiono i primi reggiseni moderni (1913), ma soprattutto con i nuovi tessuti trasparenti furono abbandonati i pesanti indumenti intimi fino ad allora utilizzati.

Uno degli indumenti intimi più utilizzato fu la sottoveste, oggi comunemente chiamata chemise, gli ormai sorpassati mutandoni si accorciano e diventano culotte o addirittura slip, ancor più scarsi di tessuto.
Subito dopo l'invenzione del Rayon, entrarono in scena le prime calze, ormai divenute un'accessorio irrinunciabile per tutte le donne di qualsiasi età.
Dopo la seconda guerra mondiale i tessuti divennero più economici, quindi la lingerie fu alla portata di tutti.
Si assiste al ritorno della lingerie "scomoda"questa volta però solo per intento seduttivo ed esibizionista, la vita si assottiglia ma questa volta con nuovi tessuti , "più elastici".
Mentre il cinema proietta pellicole anche con attrici in lingerie, la stessa diventa un vero e proprio fenomeno di culto e costume. Un film americano viene girato con l'attrice che veste una camicia da notte, talmente corta da coniare il nome Babydoll, il film infatti si intitolava proprio "Babydoll la bambola viva".
La lingerie segna l'emancipazione femminile, nascono così slip, culotte, calze elasticizzate, mini gonne etc. La parola d'ordine dell'epoca era libertà da tutto quindi anche da lacci o qualsiasi tipo di scomodità.



Oggi viviamo in un tempo in cui finalmente la donna ha la sua libertà, per poter sedurre senza costrizioni, una storia vera e appassionante quella della lingerie, che il tempo non scalfisce, anzi ci propone sempre qualcosa di nuovo per tutti i gusti.

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Una storia che ricalca la vita e gli umori delle donne, per questo la lingerie rappresenta un modo diverso di vedere le cose un punto più femminile, perché la sensualità rivela l'amore senza il quale niente avrebbe un senso.

Un ringraziamento a tutte le donne.


by Red Rose