LA STORIA

La Gronda Nord è un vecchissimo progetto del 1936 ideato per il collegamento tra il nodo autostradale di Cascina Merlata (Milano/Pero) e Cascina Gobba. Da allora viebe ciclicamente e trasversalmente riproposto dalle giunte comunali milanesi. I primi comitati spontanei di cittadini contro questo
progetto si costituirono a partire dagli anni '70 proprio in quei quartieri periferici a Nord di Milano minacciati dalla Gronda: Vialba, Quarto Oggiaro, Bovisasca, Niguarda, Precotto, Adriano. Il collegamento tra questi quartieri, insieme al tracciato quasi rettilineo propugnato dall'Ufficio Tecnico del Comune, farebbero di fatto della Gronda un'alternativa alla tangenziale, ma direttamente sotto le finestre dei residenti (è stato calcolato che la Gronda porterebbe 5000 veicoli in più all'ora.)
Usiamo il condizionale perché le lotte di tutti questi anni hanno di fatto scoraggiato e impedito la costruzione di alcunché e hanno anche stimolato proposte alternative, raccolte qualche anno da fa alcuni docenti e studenti del Politecnico di Milano e sfociate in un Progetto Alternativo. Tale progetto prevede un collegamento viabilistico fra i quartieri e i comuni limitrofi in un'ottica di interscambio fra zone confinanti attualmente non collegate, ma sfruttando vie già esistenti e prevedendo anche una metroferrotranvia (ovviamente non prevede un collegamento con le autostrade). Inoltre tiene conto dell'impatto ambientale e scoraggia l'uso del percorso per attraversare la città. Questo progetto è stato presentato sia in Comune che nei Consigli di Zona con il supporto di migliaia di firme, ma non è mai stato preso in considerazione da Albertini e dalla sua giunta, né tantomeno dai CdZ.
Anzi, l'attuale Amministrazione sta cercando di realizzare la Gronda sotto le false spoglie di "Strada Interquartiere Nord" (SIN), spezzettandone il percorso al fine di non sottomettere il nuovo progetto alla Valutazione d'Impatto Ambientale (la V.I.A. scatta per percorsi superiori ai 1500 metri). La vigilanza dei comitati ha fino ad ora impedito tale manovra, raccogliendo la documentazione fornita dallo stesso Comune e inviandola alla Commissione Europea per l'ambiente. Un primo ricorso al TAR è stato vinto dal Comitato di Niguarda (el-uebmaster@niguarda.com) ma è stato rigettato dal Consiglio di Stato (la Corte d'Appello ribalta la sentenza in virtù della classificazione dell'opera non come Strada di scorrimento ma di Strada interquartiere); stanno per dare il via ai lavori per cui cercheremo di imporre uno stop con la mobilitazione per richiedere il rispetto della mozione votata dal Consiglio Comunale il 14 febbraio 2005 (che ha condannato la costruzione di tutte le Gronde, Nord e Sud) o rifacendoci ad una sentenza della Corte Europea (marzo 2005) di condanna per la mancata V.I.A. (condanna solo economica, ma importante per ottenere uno stop al progetto).
Per il tratto di Quarto Oggiaro-Bovisasca il Comitato ha presentato ricorso al Tar della Lombardia. La sentenza con cui il TAR rigetta il ricorso dei cittadini è stata resa nota solo a fine aprile 2005 nonostante sia stata emessa già nel febbraio 2005, prima quindi della sentenza della Corte Europea del marzo 2005 (vedi la gara d'appalto per il tratto di Castellamare_PRU Palizzi)
La drammaticità del problema "inquinamento da traffico" negli ultimi anni ha sollecitato un deciso NO alla Gronda e una serie più ampia di richieste da parte dei cittadini di tutte le zone del quartiere (barriere antirumore, traffico vietato ai mezzi pesanti, limiti di velocità più severi, attraversamenti pedonali più sicuri, potenziamento dei mezzi pubblici). Tali richieste hanno trovato orecchie sorde tra i vertici dell'amministrazione pubblica che ci sta precipitando in una Milano sempre più invivibile.
Il Comitato contro la Gronda Nord di Quarto Oggiaro continua la sua lotta in collegamento con gli altri Comitati della Zona Nord e con diverse associazioni presenti in quartiere con le quali sta progettando una serie di iniziative che facciano pressione sui livelli politici perché comincino subito a invertire questa tendenza distruttiva per la salute e la vita di tutti noi..

Come proseguiamo la nostra opposizione al progetto (luglio 2005):
1) Stiamo coinvolgendo l'Amministrazione Provinciale per quanto di sua competenza (il progetto, complessivamente inteso ha impatti anche sui comuni limitrofi a nord di Milano da Rho- Pero a Sesto S. Giovanni);
2) Si sta ricorrendo al Consiglio di Stato per sconfessare la sentenza del TAR che non tiene in conto il giudizio della Comunità Europea;
3) L'opposizione a Palazzo Marino ha richiesto e ottenuto un Consiglio Comunale Straordinario sul tema il giorno 12 Luglio;
4) E' già in fase avanzata di organizzazione una biciclettata antigronda cittadina che è stata fissata per il 18 Settembre prossimo;